Quali paure hai superato e come?

Avevo paura di morire. Poi mi dissi che era una paura talmente immotivata e che è così “naturale” morire, che non c’è motivo di averne timore. La nascita e la morte ci costringono in uno stato di “nullità” e di inesistenza. Prima di nascere eravamo nulla. Dopo morti torniamo nulla. Per la nostra mente quindi è come se non fossimo mai vissuti. Non avremo coscienza quindi né del prima, né del durante né tantomeno del dopo. Questa parentesi vitale, del tutto equiparabile a quella della blatta o del cerbiatto, del leone o della cicoria, non avrà coscienza di sé. Per cui non si può avere paura di qualcosa che viene dal nulla e conduce al nulla. Qualche esempio celebre:

  • Lucrezio
    Seguace dell’epicureismo, nel De rerum natura descrive la morte come lo stesso stato di non-esistenza che precedeva la nascita. Nessuna vita ultraterrena, nessun giudizio.
  • Thomas Hobbes
    Aveva una concezione fortemente materialista: pensiero e coscienza dipendono dal corpo. Quando il corpo cessa di funzionare, anche la mente finisce.
  • David Hume
    Era molto scettico riguardo all’immortalità dell’anima. Riteneva che non avessimo prove razionali di una sopravvivenza della coscienza dopo la morte.
  • Arthur Schopenhauer
    Non parlava propriamente di “nulla” in senso assoluto, ma l’individualità personale scompare con la morte. L’io cosciente non continua come persona separata.
  • Friedrich Nietzsche
    Criticò fortemente le idee religiose dell’aldilà. Pur non costruendo una teoria sistematica del “nulla dopo la morte”, considerava le speranze ultraterrene come invenzioni umane.
  • Jean-Paul Sartre
    Nell’esistenzialismo ateo, la morte segna la fine definitiva del progetto umano. Non c’è un significato trascendente garantito oltre la vita.
  • Bertrand Russell
    Aveva una visione naturalistica: la coscienza emerge dal cervello e termina con esso.
Il nulla secondo là AI

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