Cosa mancherà di mio padre?
Non gli ulivi che guardano al mare,
non le viti che solcano i colli,
non certo le sue amate albe
e le sere da cui era spaventato
non la luce di cui si rivestiva
nemmeno le zebre che raspano il terreno
o le veloci leonesse nella notte
non le sue savane
non le sere al mare
che eran la sua gioia

Non mancherà il suo amore.
Lo abbiamo avuto per cent’anni ancora
E non quel che ha insegnato o dato ai porci

Mancherà la sua infallibile onestà
e la sua bontà indicibile
quella se ne va con il mondo
un mondo guasto del quale ormai era stanco.

E quanto riderebbe nel sapere
che chi gli fece male,
canterà oggi le sue lodi!
Li osserverà ridendo mentre parte
parte e non ritorna.

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