Vita
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Di cosa ti preoccupavi un tempo, ma oggi non più? Nei paesi v’è l’abitudine di affiggere i manifesti se qualcuno muore. Quando ero bambino e mi assillavano già dilemmi che non si confacevano all’infanzia e indipoi all’adolescenza, io sempre mi soffermavo a guardarli. Quel tale era morto a settantotto anni. Io ne avevo 8 e…
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Come descriveresti lo stile di casa tua? I libri ordinati per colore. Il brodo di carne ogni sabato. Ascoltare “il gambero” o “la corrida” alla radio, sotto la tettoia di Eternit. Le statue di gesso in giardino. Venere a cui il nonno toccava la tetta. La fontana coi pesci e la domenica a messa. Le…
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C’è un limbo, un vuoto che ci separa dalla vita. È una bolla dentro la quale di aria ce n’è sempre meno. E con l’aria viene meno il tempo e con il tempo viene meno la gioia e la spensierata. Questa bolla è un alibi che ci facciamo crescere attorno per giustificarci vivi. Dentro questa…
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Se dovessi dirle Dottore, questa sensazione di male inizia il pomeriggio presto. Inizia con una sensazione di groppo in gola che però non porta al pianto. Anzi: il pianto si ferma all’altezza della gola e non sale e non scende. Rimane lì come un segnalibri a ricordarmi che ogni cosa che farò da quel momento…
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Sempre la notte prima o poi viene. Notte di falene. Dalla sommità degli effimeri pini (ai tempi nostri) scende un pianto appiccicoso. Copre le cose; i fiori, le lunghe rose e d’improvviso piove, affastellando nubi sopra i colli intorno. E d’improvviso ferma quell’impeto dalla completa calma rimpiazzato. Ognuno nella sua palude sguazza attraversando il buio.…
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In inverno, specialmente qui da noi, in faccia al mare, si gonfiano come vele le tende dei bar, dove incauti astanti consumano in fretta un caffè. Calano come drappi srotolati i cumuli sulle colline e, solo quando è smesso di piovere, ad essi si sostituisce una nebbia tumida e sottile, a banchi, più fitta dov’è…
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Qual è il lusso senza il quale non puoi vivere? Dalla mia finestra in soffitta si vede un alto spicchio di cielo. Sono pochi metri di azzurro, nelle serate di giugno, o tetri cumuli che avanzano quando il maltempo arriva dal mare. Quel poco (che è tanto) mi dà la sensazione di essere sospeso nella…
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Quali paure hai superato e come? Avevo paura di morire. Poi mi dissi che era una paura talmente immotivata e che è così “naturale” morire, che non c’è motivo di averne timore. La nascita e la morte ci costringono in uno stato di “nullità” e di inesistenza. Prima di nascere eravamo nulla. Dopo morti torniamo…
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L’appuntamento con il dolore non si può rimandare. È dietro l’angolo, protetto dall’ombra e mentre cammini lo cominci a provare. Dapprima è remoto. È un monito, quasi. E poi piano piano irrompe e dilania, squarcia e sfinisce. Tu mi cantavi dolci canzoni perché si alleviasse e, per qualche rapido momento, forse funzionò. Ma non c’è…
