Ti ricordi quando da Roma partivi per andare a Napoli per prendere un caffè?
Era un attimo: un amico ti dava una pacca sulla spalla e ti proponeva:
“Che dici… vogliamo andare a Napoli a prendere un caffè?” e si saliva in macchina. Con un paio d’ore ci stavi. Ti accomodavi davanti al bancone e ti bevevi un caffè fumante dalla tazza bollente.
Oppure in un momento di deficienza ti coglieva la voglia di fare una capatina all’Ikea per comperare un puff arancio che stava bene accanto al WC della casa al mare? Andavi e correvi verso l’Ikea più vicina, disposto ad ore di fila, a casse bloccate, a complicatissimi lettori a barre, mai sapendo se quello che avevi scelto era proprio l’articolo che ti serviva: perché all’Ikea ci vuole poco a passare dal puff Oelgar al portalampade Oelger…
Oppure strofinandoti i palmi delle mani te ne uscivi: “Andiamo a trovare la zia Elide a Vitorchiano?” e caricavi la Renault di cose e cosettine: il pane casareccio, le salsicce, la carbonella, il vino fatto da te e andavi a Vitorchiano dalla zia, evitando le buche e quei cosi… quei cosi per controllare la velocità: gli autovelox!
E cazzo, avevi un lavoro. Ti alzavi tutte le mattine alla stessa ora: con la sveglia! Ti stiravi e maledicevi pure quella vita! E ti dicevi “Ma quando finirà sta rottura di coglioni!”
E’ finita! E’ finita: e adesso?
Ti ricordi quando ti prendeva e portavi il cane in macchina fino al mare? O potevi viaggiare con tua moglie accanto, senza pensare di essere un tassista in maschera?
Eh… bei tempi! C’è sempre un “bel tempo” nella nostra vita! Tu pensi che un domani potremo ripensare a questo come ad “un bel tempo”?
Pensi che la tua performance in mutandoni sul balcone, cantando “Fratelli d’Italia” sarà qualcosa da ricordare ai nipoti? Sarai fiero quindi di essere stato un coglione?
Mio nonno narrava racconti epici, che ci facevano stare attoniti per ore davanti alla sua faccia. Tenevamo gli occhi sgranati!
Tu cosa cazzo gli dirai; che sei stato a casa per due mesi, cantando al Karaoke e cibandoti di film on demand e di frittelle di baccalà? E quando ti chiederà chi te lo ha comandato non gli dirai “Beh… un cazzo di dittatore con i baffetti che odiava gli ebrei!” gli dirai… “Me lo hanno detto gli esperti!” GLI ESPERTI!
“E chi te lo ha detto che erano esperti?”
“Beh… alla Rai. Me lo ha detto a La7 Mentana!”
Non aspetterai che ti rispondano. Non aspetterai i loro sguardi.
Andrai al cesso, ti guarderai allo specchio e mollerai uno sputacchio sulla superficie che riflette la tua faccia. Oppure, con un equilibrismo circense potrai provare a sputare in aria. Che tanto ricade sempre in terra.

5 responses to “Bei tempi…”

  1. Ma certo! Dopo aver sbattuto il muso contro il fango si rimbalza in alto. Magari ammaccati.
    Grazie per il messaggio

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  2. Beh…. cosa ci posso fare io se mi hanno ordinato di stare sul divano e non avrò niente di interessante da raccontare ai nipotini?
    Se proprio insisti, Conte potrebbe sguinzagliare dei tedeschi a fare i rastrellamenti, per farci più orgogliosi.
    (PS: cmq possiamo stare tranquilli: i nipotini del futuro passerannoe serate incollati allo smartphone e non saranno affatto interessati ai racconti dei nonni)

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  3. Me lo auguro Marisa, perché attualmente l’attrito è veramente “schiacciante” e personalmente non ne vedo l’uscita. Me lo auguro vivamente e ricambio l’abbraccio

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  4. Ecco, qualche bel rastrellamento non ci starebbe male! Potremmo variare la serata.

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  5. Beh però vedo che l’avete presa troppo sul serio e troppo sul personale. Credo che in ogni situazione si debba mantenere un poco di autoironia, altrimenti o ci prendiamo troppo sul serio o andiamo nel panico. Era soltanto un articolo scherzoso per allentare un po’ la tensione. Un abbraccio

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