Provo invidia per quelli che guardando nelle tasche
vi trovano risposte.
E’ colpa loro o merito di Dio,
Oppure è degli altri il demerito di tutto
Invidia per quelli che in eterno son nel giusto.
La mite moltitudine che scatenò guerre e punizioni
nel nome della “carità”.
Ora eccoli qui che si strappano vesti e cantano la Gloria
Dopo duemila secoli hanno ancora foia, impeto, baldanza
levano in alto coppe orlate di lapislazzuli e vecchia bava
esibiscono scheletri e falangi come prova
e si vantano di avere la “Certezza”
Ecco provo invidia per questa dabbenaggine, per questa noncuranza
per questo cieco non voler sapere.
Perché per viver meglio questa folla sciocca
deve convincersi di essere migliore di quegli che le è seduto accanto.

