Ah quanto dormirò stanotte.
Dormirò quanto mille notti. Un sonno d’ovatta e talco, dove ogni centimetro delle lenzuola è un cucuzzolo di montagna o l’abisso dell’Oceano. E nemmeno per un minuto starò desto, preda dei pensieri. Ma sarà un sonno fondo, fondo e blu, simile ad un parallelepipedo di cielo. Il cielo quando è quieto. Ci sarà il silenzio delle notti belle, rotto da qualche canto di notturne ali. Ogni foglia starà ferma. Ogni nube lontana. Passerà soltanto una brezza appena timida che prima del mattino spazzerà la nebbia.
Sì: stanotte dormirò!

