Se potessi far capire una cosa al tuo animale domestico, quale sarebbe?

Ogni mattina, da quando non ci sei più, continuo a sentire il tonfo delle tue zampe sul fondo della cuccia. Udivi schiudersi la porta ed eri in piedi, con Il muso fuori che aspettavi il cibo. E ancora ti sento zampettare in giardino sul cotto; fare il solito tragitto dal prato a casa, dopo aver annusato con fare gentile la tartaruga. E di sfuggita, nell’angolo più remoto dello sguardo, vedo saettare la tua coda ruggine. È un attimo, tanto illusorio quanto intenso. Poi mi volto e resta il verde del prato. Ma la forza vitale che hai dato alle cose e l’amore che hai dato a me restano impressi nella nostra casa. Il tuo odore indescrivibile di marcita e pesce quando pioveva l’ho qui nelle narici. Ti assicuro che è un gran brutto ricordo. Ma incredibile! Eri come me: mostravi sulla pelle le emozioni. Le piaghe che t’ho curato, mentre tu docile guaivi! Ora mi tornano indietro a causa della tua mancanza. Sono un tuo sarcastico regalo! E sono una sorpresa ogni giorno diversa. È assurdo che mi manchi un cane? A volte mi sento in colpa. Ma mentre la mancanza di un caro, di un amico si rivela una sorta di ferita, ciò che si sente al venir meno di un amico cane è di fatta diversa. Resta una sorta di melanconia e di rimpianto per tutta quella energia vitale che in qualche modo ci rammenta la nostra caducità. È ancor più a ricordarcela è la loro indole eternamente fanciullesca. La capacità di non invecchiare mai ma di crollare di colpo, come se fosse finita la carica. Voi siete con me, amici che ho serbato in grembo, quando eravate così piccoli da stare nel palmo di una mano. Mai vi fu in così poco corpo tanta vita. E mi manca. Mi manca…

DAL WEB

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