Se gli umani avessero degli slogan, quale sarebbe il tuo?
Nella molteplicità sta l’unicità. Quanto è importante e bello sapersi aprire al mondo; suggerne e farsi bere dall’umanità tutta! Quello che immagino è un lungo abbraccio. Lungo e potente: da un capo all’altro della Terra. Sogno utopico; una vera scempiaggine. Ma essere tutti una sola cosa. Questo sarebbe divino! In questo vedo qualcosa di superno; non nelle statue e nelle reliquie. Avere in sé un poco di India e di Giappone. Sapersi astrarre come ì tibetani solitari. Saper salire in alto senza aver paura; la mia paura di morire non per me, ma per chi resta.
Qualcuno mi disse una volta: “Davvero pensi che per chi ti sta accanto sarebbe la fine se tu morissi? Tutta questa importanza ti dai?”
E allora avere un po’ dell’aspro ardire del texano. La costanza dei cinesi o il decadente rigore dei russi. Sentire tutto questo scorrere nelle vene. Sentirlo veramente! Nella molteplicità sta l’unicità. Mischiandoci agli altri non smettiamo di vivere, ma siamo come “espansi” o vaporizzati e quindi eterni. Senza confini è l’unica soluzione.


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