Tornerà forte l’estate. Forte come la volontà di vita di chi ha volontà di vivere. Tornerà bruciando i milioni di sterpi che una volta erano colline. Un giallo deserto di seccume ha preso il posto delle macchie. Impazziti, i furetti attraversano le strade. Le volpi stanno sanguinolente accanto ai marciapiedi. È un popolo intero alla ricerca di un refolo di vento; dal destino breve, dalla sete insanabile. A tanti non resta che la brama d’un sesso sudato; consumato su lenzuola aggrovigliate, simili a candidi sudari. Sono baci definitivi, abbracci così umidi da ungere i pavimenti sopra i quali si consumano. Nessuno fa promesse che non ha la certezza di mantenere. I più scaltri le fanno proprio per questo motivo.
C’è una musica lontana; moto che passano oltre. L’asfalto ridà all’aria il calore rappreso. Nulla si muove. Solo i volti insonni dietro scure zanzariere. Qualcuno scruta dai seminterrati la gente che passa.


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