Le cose belle si allontanano, come la riva partendo per il mare. E ti lasciano succube di una tristezza lugubre, che stemperi fissando l’effimera elettronica. La bellezza di una valle (velluto steso al sole) il silenzio di una notte che hai trascorso parlando col tuo miglior amico, la rustica allegria di una mescita di vini al lato di una strada. Le mucche distese al freddo e i maremmani all’erta sotto il vento che si alza, perché non sfugga il gregge. La bellezza è sempre là, ferma ed autentica, mentre noi ne cerchiamo altra, simile ma falsa. Siamo sempre in cerca della bellezza ma il nostro gusto è diventato rozzo. Il nostro animale interiore la cerca nei postriboli, negli appuntamenti facili, nel sesso a pagamento. Troppa fatica si fa a capire attraverso gli occhi un’anima o attraverso le stagioni il mutare di un colore dal verde al rosso acceso. Per questo resto immobile, impaurito e fragile, mentre enormi quantità di mondo mi sfilano davanti.


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