Cosa potremmo raccontare in una giornata simile, tra gente che vuole barricate ed altra che le vuole abbattere? Cosa potremmo raccontare di così memorabile se sono menti stolte a poter parlare? La libertà di parola che diventa impunità di insulto. La bassezza di alcuni che son seduti su elevati scranni…
Noi siamo parte di un gioco in cui non sappiamo di essere. Siamo pedine perennemente in debito di fiato e dobbiamo giorno dopo giorno aver paura che tutto crolli, anche se niente crolla. Perché tutto deve sembrare in bilico, come sopra una corda tesa, dove ogni giorno dondola una sperduta folla. È questo il tema semplice della stessa musica suonata attraverso i secoli. La paura costante di un baratro che non esiste. Poiché davanti a noi (senza vederla) abbiamo distesa una vallata. Nulla davvero ci minaccia, ma ci è più facile sentirci minacciati


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