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Quando riportarono mio fratello in camera erano trascorse quasi cinque ore. È un tempo quello in cui non si ha pensiero nella testa, solo una brezza svagata incapace di posarsi su qualsiasi cosa. Il tempo si ferma.
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Mentre sto fumando realizzo immediatamente che il fumo uscito dalla sigaretta non vi farà mai più ritorno; che l’attimo passato non farà mai un ticchettio indietro. Che quello che è stato è stato: irrimediabilmente.
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La tristezza che si prova in alcune ore del giorno, più probabilmente a ridosso della sera, quando si percepisce chiaramente il piegare della luce ad ovest, credo sia propria di certe nature.
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Tutti nella propria vita hanno avuto un parente mitico, apparentemente reale e che forse però aderiva alle credenze di famiglia, talmente era lontano dalla quotidianità. Nagano aveva uno zio nel Nord. Aveva fatto carriera “mettendosi appresso ai preti”. Questo mettersi appresso ai preti, nella famiglia di Nagano, era garanzia di riuscita esistenziale. Persino sua madre…
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“Arriva el negro Zumbon, bailando alegro el bajon”Attraverso tutta la sala la voce di Silvana Mangano.Leda aspetta con la sua cagnetta che qualcuno si avvicini per ballare. Da quando suo marito è morto ha preso la sana abitudine di venire qui, ogni sabato sera, visto che le permettono di tenere la cagnetta sul suo cuscino…
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Wilma è giunta al termine del tempo. Stanno chiamando il suo uomo nei campi.“Antonioooooooooo” si sente echeggiare in mezzo al salmastro della nebbia litoranea.“Antonioooooooooo” lei grida, che quando serve non c’è mai.Corrono i bambini per la corte e si disperdono pei campi, come succhiati dalla tramontana, cercando l’uomo.Ai quattr’angoli del cortile ci sono delle stalle…
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Avevamo cose semplici, come l’amore.Avevamo il giorno, la notte, le stelle brillanti ad agosto. Avevamo l’innamorata, incontrata per strada un giorno per caso, che aveva proprio quelle fattezze lì, quella faccia lì, quella camminata lì. E la seguivamo per chilometri su e giù per la strada principale del paese, senza soluzione di continuità: per ore…
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Mi sono guardato intorno. Non c’è nessuno sotto i settantanni.Solo io porto il vessillo della giovinezza, prossimo ai 56. Spingono carrelli e deambulatori. Alcuni sono seduti sulle carrozzine. Un uomo cammina a fatica appoggiato al trespolo della flebo che porta nel braccio.Da un po’ di tempo questi sono i miei orizzonti. Vanno da un muro…
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Cosa devo fare? Ditemi cosa devo fare! Questo dicono gli occhi di Milena, abbandonata sulla sedia, completamente presa in pensieri irrazionali, senza capo né coda, ma ai quali lei presta una attenzione smodata. Le riempiono il cervello, le occupano i minuti, le ore e i giorni tutti. Oramai da qualche anno Milena è una donna…
