Campagna
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Nemmeno tanto tempo fa viveva al mio paese pelle di diavolo. Pelle di diavolo, s’alzava alle quattro. si dava una rapida rasata alla barba, si cospargeva le guance e il gozzo di acqua di colonia e andava a 100 metro da casa ad aspettare il pullman che lo portava all vigna. Lo chiamavano pelle di…
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Terra che amo, che sale e scivola piano in pianori di pini marittimi e boscaglia. Terra calda e silenziosa, che in autunno si copre di brina al canto della civetta, tra foglie di quercia di ritorto rame. Il rumore dei passi ed il respiro corto, l’umido delle radici che diventa vento. Terra tremante. Terra amante.…
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Quando attraversavamo i campi seguivano il corso d’un fossato. Al centro vi scorreva acqua piovana che giungeva al mare. Noi con lo sguardo ne seguivamo il corso e oltre il blu leggero del cielo di aprile ci pareva di scorgere la linea diritta dell’orizzonte pelagico. Eravamo così presi da quel sognato e lontano traguardo da…
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Non ero per la terra io, ragazzo paffuto di famiglia benestante, con offese fisiche strategiche che mi permettevano di fare il porco comodo mio, intervallato a qualche piagnisteo, sempre ai miei fini. Ma provenivo da una razza contadina e così, quando si trattava di vendemmiare, io facevo da semi spettatore, alzicchiando qua e là un…
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Arriva un momento senza più parole. Ma cosa sono le parole; a cosa servono. C’è chi le usa per riempire spazi vuoti. C’è chi le usa per vendere. C’è chi le usa per pregare. Le parole quindi sono un veicolo. Ci conducono da te a me, da noi a loro. Ma quando non ci sono…
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Scritta durante il giorno dei morti ma dedicata ai vivi Fà attenzione a non dimenticare il verde vivido delle foglie nuove o l’oro fragrante di quelle cadute. Guarda attentamente la furiosa adunata del temporale o il diradare delle nubi non appena passato. Conta le corolle delle rose sbocciate a settembre e respira l’umido della boscaglia,…
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Luogo aperto ed ascoso, di acqua dolce e salata, fatto un po’ dal mare e un poco dalla neve. Edificato su viottoli e sterrati che lasciano intuire corsi d’acqua improvvisi, impervie salite e nebbie inaspettate ed improvvisi fortunali. Si fa nera all’improvviso la montagna, fino a poc’anzi verde e serena e i paesi sulle pendici…
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Sotto intrichi vergini, spezzoni di ramaglie, foglie ancora tenere in mezzo a tante vizze ed echeggiando il canto di cicala, l’ombra sta in agguato, sonnolenta di vapori che salgono da terre mai bagnate, mentre nasconde vite a centinaia che sfuggono il calor di vetro fuso, senti vibrare un mondo sotto i bossi, tra il torto…
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Quanto è emozionante scoprire che anche questo luglio piatto ed azzurro è capace di imbizzarrire di colpo, con questo fresco inatteso che scongiura i karaoke e le feste all’aperto e i bambini belanti con il microfono e le casse bluetooth a tutto volume… È inconsueto ormai, in stagioni imperterrite, vedere il cielo rannuvolato, incline alla…
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Come l’animo mio è sospeso, così anche il paesaggio, tramato su una nebbia silente.
