Piango quello che ero. Il saltimbanco che non salta più; il musicista che più non suona e il poeta che non scrive più. Piango quello che sarò. Un triste vecchio di quelli borbottoni che nessuno vuole.

Non mi piace amare ed essere riamato. L’amore è molte cose e nulla. Io preferisco il nulla. Stamattina per esempio, mi sono soffermato a guardare (al centro di una trafficata rotatoria) il contrasto tra la lavanda in fiore e le decine di farfalle bianche che aleggiavano intorno. Molti dietro di me mi hanno insultato.

Stupido cretino! Non vedi che c’è la fila?

Ora tutto questo è nulla! Ma questo nulla mi incanta. Non sono interessato alle persone: a decine ne ho conosciute, per forza o per caso; una o due le ho nel cuore.

E i bimbi per me sono troppo liberi. Non riesco a liberarmi con la lor stessa leggerezza. E se non riesci, allora ti dichiari vinto. Per loro non sarò mai un eroe o un giocattolo. Piuttosto assomiglierò ad una cassapanca poggiata lì per riempire un angolo.

Sarebbe stata più giusta per me una vita solitaria. Il mio piacere, in questo preciso istante, sono le cicale che nulla danno e nulla chiedono. Non dare e non ricevere. Questo è quello che presumo sia più vicino alla perfezione!

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