sandroamici
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un frammento di racconto dalla nuova raccolta di prossima pubblicazione “E dopo i bombardamenti.Tutti a farsi i complimenti”(1983 – Lucio Dalla) Sulla riva del lago c’era un punto in cui un albero, abbattuto da lungo tempo, permetteva di inoltrarsi sulle acque e fare spettacolari tuffi.Passavano il tempo lì Gabo, Roberto e altri tre o quattro…
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Se esco per fare una passeggiata a piedi lui è di fianco a me, poco più avanti, ma perfettamente adatto ai miei passi lenti. Ripercorro le stesse strade e lo sento ansimare in estate e tirare, brioso, in inverno. È una sensazione che non avrei mai pensato di provare: un vuoto enorme qui nel petto.…
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Wilma è giunta al termine del tempo. Stanno chiamando il suo uomo nei campi.“Antonioooooooooo” si sente echeggiare in mezzo al salmastro della nebbia litoranea.“Antonioooooooooo” lei grida, che quando serve non c’è mai.Corrono i bambini per la corte e si disperdono pei campi, come succhiati dalla tramontana, cercando l’uomo.Ai quattr’angoli del cortile ci sono delle stalle…
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Mi sono guardato intorno. Non c’è nessuno sotto i settantanni.Solo io porto il vessillo della giovinezza, prossimo ai 56. Spingono carrelli e deambulatori. Alcuni sono seduti sulle carrozzine. Un uomo cammina a fatica appoggiato al trespolo della flebo che porta nel braccio.Da un po’ di tempo questi sono i miei orizzonti. Vanno da un muro…
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Cosa devo fare? Ditemi cosa devo fare! Questo dicono gli occhi di Milena, abbandonata sulla sedia, completamente presa in pensieri irrazionali, senza capo né coda, ma ai quali lei presta una attenzione smodata. Le riempiono il cervello, le occupano i minuti, le ore e i giorni tutti. Oramai da qualche anno Milena è una donna…
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Lo abbiamo sotto agli occhi e non lo vediamo mai. E’palese; così apparente, talmente evidente e quasi sfavilla, scintilla, manda lucori continui. Eppure non lo notiamo. Quando ci alziamo la mattina e ci mettiamo seduti sul letto, ci viene da esclamare tutta la nostra scontentezza. Prendiamo dal cassetto accanto una maglietta pulita, un paio di…
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Dovevo dirlo! Dovevo dirlo ma non sapevo. Com’è strano il cervello al quale il linguaggio è connesso. Il linguaggio vorrebbe dire, esternare, comunicare. Ma il cervello, la mente, i suoi costrutti, le sue sovrastrutture non lo permettono. E così ce ne restiamo come immobilizzati da noi stessi in una situazione che ci rende irascibili, insoddisfatti,…
