Quando è stata la prima volta che ti sei sentito davvero adulto (se mai)?

Credo che sia un bene. Oggi essere adulto non coinvolge più la sfera della consapevolezza ed è un fatto esclusivamente anagrafico. Ho raggiunto i 18 anni, nella maggior parte dei casi non ho alcuna cognizione della società in cui vivo, ho scarsa cultura personale, sono eventualmente concentrato sulla mia specializzazione scolastica e sui rapporti “virtuali”, sesso compreso, che poi possono definirsi esclusivamente di pornografia.

Tranne alcuni casi (in realtà da quello che ho visto ultimamente fortunatamente sono più di quanto credessi) non mi interesso di politica, non leggo che uno o due libri l’anno (che sono quelli che mi impongono a scuola) e non ho alcun senso civico. Mi hanno inculcato l’idea di appartenere ad una società globalizzata e quindi non so nulla della mia Nazione e voglio diventare uno che “comanda” perché non voglio lavorare sotto padrone… ah! Vorrei avere un buon stipendio così da poter avere una vita agiata. Essere “creatore di contenuti sui social” ed risultare “visibile”.

Ho dato una immagine troppo negativa degli adulti? Guardatevi attorno: osservateli seduti in metro, fuori dai locali, tra di loro, raramente quando accade fuori dalle aule scolastiche…

Diventare adulti non è una soglia: un di qua e un di là. È essere consapevoli del contesto in cui si vive, comprenderlo e migliorarlo laddove capiamo che va migliorato. Ma per capirlo dobbiamo conoscerlo e conoscerci e soprattutto lo dobbiamo vivere, non attraversarlo semplicemente; agganciati ad un mondo irreale che qualcun altro ha creato per noi.

AI

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