Pioggia
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Piove a stille nell’aria. Minuscoli baci dati alla terra. Tra pulviscoli di nebbia a tratti aperta e braccia subito serrate. Capricci tra i capelli queste gocce. E cantando vola il vento dell’Appennino che ancora porta il ciuffo di una molle neve. Grigia e celeste nuvolaglia sul sommo delle colline. Sonno che ti attanaglia e desiderio…
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Da quanto non sentivo questa pioggia far goder le tegole, gracidar le rane nelle roride e cigolare i fili del bucato. Questo tempo irato, che s’increspa sopra il lido e che s’inarca, come l’amante indomito. Da quanto non sentivo ululare il can bagnato nel cortile e sgorgare dalle grate di metallo sciabordii di argentea contentezza?…
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Ti auguro buona salute perché dentro c’è tutto. Ti auguro di elevarti al di sopra delle cose perché le cose sono un mezzo, non il fine. Ti auguro di desiderare un bacio o una carezza, mai la banalità degli oggetti. Tutto si dimentica; non certo l’intenso profumo di un abbraccio o la calda tisana fiorita…
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In alcune sere di primavera una leggera pioggia insistente si accanisce contro le finestre. Una goccia si posa, tentenna, cerca una compagna. Quando la trova diventa più grande, scende rapida e disegna un righino sulla superficie fino a sparire.
