Versi
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Salendo, sopra sterrati rotti da andate e ritorni di formichesi cantava la canzone che scaccia la pioggia.Ogni tanto un’ombra che fuggiva,un fruscio di serpe una creatura di pietra e carne che faceva capolino là, nel fitto. Oh quant’è lontano questo cuore ormaidagli aghi di pino a gran distesae dalla resina dispersa tra le frondedal pizzicore…
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Lunghiinterminabili temporaliche disegnano di luce improvvisala linea di costa. Soffi di vento che come sbattute di portasvelano l’ira di un Dio, uno qualunque.Cespugli che strappano grida alle raffiche tesee matasse di polvere ch’era rappresain qualche angolo della memoria. Cambia la stagione e cambio io,teso e vilipesoma in un certo senso mai arreso,che come sospinto vado…
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Quanti vuoti a perderecon il bicchiere in mano“oggi ci sto e mi gongolodomani mica lo so…”Quindi ti godi l’attimosantone di sto cembaloe ti perdi le orevivendo frammentatocome uno specchio al macero
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Non sono fatto per i dirupo né per le difficili salite e tantomeno per la vasta pianura che disorienta. Adoro questi leggeri declivi, dimenticanze del passato, verdi ed esposte al sole per ancor più essere verdi.
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Tutto ciò che è chiuso non lo sopporto e inizio a sbattere le ali nell’impazzimento di trovare una via di fuga. Vorrei essere in continuo ed inesorabile spostamento, come fa la luce tra i pioli della scala. E più il tempo corre e più il chiuso mi sovrasta. Quello che prova un cucciolo di cane…
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L’orizzontecosì pulito e nettoe sopra d’esso, sfumato,tenta la sopravvivenza il cielocontro l’incedere certo del tramonto. Tutto declina dopo esser vissutoma pur scemando,non cede nulla della sua bellezza essa resta immutataanzi, s’accrescecome le vampe rosseche lascia il Sole mentre lieto s’annega.
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Cosa mancherà di mio padre?Non gli ulivi che guardano al mare,non le viti che solcano i colli,non certo le sue amate albee le sere da cui era spaventatonon la luce di cui si rivestivanemmeno le zebre che raspano il terrenoo le veloci leonesse nella nottenon le sue savanenon le sere al mareche eran la sua…
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Quale danza serve per capire che ami?Forse, stringerci soltanto, ascoltando ilgiovane Maestralesulla riva in inverno. Quale segno occorre per saper che t’amo?Un rosso mirabolante acceso in cieloo, soltantoun piccolo fiore bianco sul tuo comodinoquando torni stanca e vuoi dormire. Hai mai visto i chiari tesori che lascia la naturaquando cade un petalo di rosaancora rossaccesasopra…
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Ci si trova tuttipresto o tardinei luoghi immacolati del destinodove tira il ventodelle nerastre ambagee silenziosesono le ore del meriggioe del riposo mentre respiri a bocca apertae un rantolo si ode nella stanza Come sei vecchiodici?si, sei già vecchioe come fotocopie presto vizzei tuoi occhi un tempo bianchi e vispi si fanno d’ombrae cercano rinfresco.…
