Mare
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Essere nella notte come vele Ciascuna irraggiungibile Eppur così vicine. Ieri, prima che fosse festa I grilli frinivano felici Ora c’è un gran silenzio tutt’intorno Ognuno a quest’ora reclama un abbraccio Ma è la solitudine a trovarci sempre. E resta sul letto la forma di corpi intoccati E la nenia triste di una carezza mancata.
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Mi ricordo che ero bambino. All’improvviso sull’orizzonte marino vedemmo formarsi tre sagome sfuocate che si avvicinavano pian piano senza mai avvicinarsi. Parecchi gridavano “ecco le trombe d’aria ecco le trombe d’aria”. Ma io non sapevo cosa fossero. Immaginavo, per averlo sentito dire dal sacerdote dei salesiani, che fossero strumenti del giudizio finale. Ma ero troppo…
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Tutto e niente in sostanza è la mia libertà. Può essere andare in macchina con i finestrini aperti o ascoltare te che fumi e ti racconti, mentre di là scorre la linea imperturbabile di mare. Tutto e niente è la mia libertà. È il ragù della domenica, in infradito dolorosissime, scottato dal sole, sotto un…
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Quante volte ho pensato alle pause. Nei vecchi le pause solo confortevoli discese nel ricordo o nel sogno. Nei bambini la consapevolezza dello spazio, la ricerca della fuga dal controllo. Un disperato bisogno di tornare “non nati”. Nella musica la pausa è come per il corpo l’ossigeno: la spinta verso l’infinito che offrono le note…
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Quando attraversavamo i campi seguivano il corso d’un fossato. Al centro vi scorreva acqua piovana che giungeva al mare. Noi con lo sguardo ne seguivamo il corso e oltre il blu leggero del cielo di aprile ci pareva di scorgere la linea diritta dell’orizzonte pelagico. Eravamo così presi da quel sognato e lontano traguardo da…
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La domenica è una palude dove in un angolo muoiono i girini. Qualcuno li ha dimenticati lì, perché sono piccoli ed inutili. Inutili come la domenica. La domenica è un molo antico del porto sotto al quale galleggiano imbambolate casse di plastica senza più colore. La domenica è la rete abbandonata, la nassa aggrovigliata, il…
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Linea in mare aperto La mattina Dolce sottile fessura azzurrina E nastro argentato pomeridiano Luminoso mare lontano. Mi giunge il tuo sale con la brezza di notte Sale marino bianco che avvampa Sale che attacca sopr’agli scalmi Mattini calmi E sere dí tempesta Mille e un’onda e non s’arresta Nubi e sole sulla testa. Ma…
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Le oscene amenità del giornocui ti sottoponi per doverenon sono che torture quotidianeche ti infliggi tu personalmente. Le ore, i giorni, le settimanecontate una per unaed il terrore che si faccia giornonel caldo abbraccio delle tre di notte. Nessun rumore, il nulla, solo paceil fremito del sughero davanti al maree il suo antico cigolìo,il sartiame…
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Scritta durante il giorno dei morti ma dedicata ai vivi Fà attenzione a non dimenticare il verde vivido delle foglie nuove o l’oro fragrante di quelle cadute. Guarda attentamente la furiosa adunata del temporale o il diradare delle nubi non appena passato. Conta le corolle delle rose sbocciate a settembre e respira l’umido della boscaglia,…
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Questa estate non finisce. È da molti anni che le estati non finiscono. Qui in collina diventano una specie di autunni febbrili. Cadono le foglie in una atmosfera umida e calda. Il Sole immalinconisce ma la calura no: batte sulle teste come un martello. Ieri il cielo era attraversato da strisce di aerei che poi,…
