Versi
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Ecco, sono le due, le due della civetta e dei graffi sul tetto, del sudore senza motivo, della sopportazione. Le due dei cristalli al quarzo e della gola arsa, dell’imporsi un pensiero positivo mentre la notte rotola. Tutto alle due rimane fermo. La voglia, la rabbia e il disamore. E poi le tre. Le tre…
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Sono un vecchio che si commuove per un ulivo al vento e quel suo scindersi composto, rumoreggiando il mare. Fronde d’argento, mite tormento una lenta ed inesausta torsione ancorata a terra. Quasi un vulcaneo grido. Io e lui. Entrambi a terra immobili.
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Da quanto non sentivo questa pioggia far goder le tegole, gracidar le rane nelle roride e cigolare i fili del bucato. Questo tempo irato, che s’increspa sopra il lido e che s’inarca, come l’amante indomito. Da quanto non sentivo ululare il can bagnato nel cortile e sgorgare dalle grate di metallo sciabordii di argentea contentezza?…
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Gelo
Alba, Colore, Diario, Fotografia, inverno, Natura, Parole, Quotidianità, riflessioni, sandroamici, Scritti, Terra, Versi, VitaStamani più m’avanzavo e più la terra si faceva bella, levigata, seta. Era la terra colta dal gran gelo, dalla sospensione. Nulla, d’inanimato o vivo, si muoveva. Il Sole invece, di contro al mio salire, mi abbagliava. Ci sarebbe voluto del coraggio: essere eroi come i bambini sono. Perdere la ragione e svanir nel bosco,…
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Piccola infaticabile formica Che vede il filo d’erba all’orizzonte Sappi che oltre quello devi andare Oltre il recinto, al di là del vallo C’è tutto un mondo che agli occhi ci s’accende Un mondo che ti aspetta e da scoprire! Va quindi, piccola formica. Non ti addolorare dello sguardo sperso Di chi non comprende Che…
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Cose che non ho detto O cose che ho detto troppo O cose che potevo fare e non ho fatto e cose Che potevo evitare. Tutto, che sia stato detto o fatto, Giusto o sbagliato che sia L’ho fatto per gli altri. E forse questo È l’unico errore certo. ——
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Era largo, agli esordi, il cerchioe potevi fare giri e giri e giri…perderti, ritrovarti, perderti di nuovo, cadere e poi rialzarti Poi si stringe, senti un soffocarefare di ogni giorno un giorno per farenon devi restare con le mani in manoperché nemmeno Dio lo ha fatto. Poi viene il tempo in cui non hai più…
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Mi ricordo le sedie alla rovescia per appoggiare il petto allo schienale e le chiacchiere serali all’infrescata nel ritornare della brezza al mare. Gli sfottò leggeri e le risate profonde di stanchezza e quella dolce ebbrezza che risaliva dal gorgoglio del vino. Il corteggiare con le mezze frasi e sguardi di sfuggita. Le fughe all’ombra…
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Terra in me depositata come in un vaso di pallido coccio Terra madre e sorella, fatta di ombre celesti e di luci dorate e improvvise Terra che mi scalda dentro e continuamente germoglia funghi e muschio. Odorosa di tiepidi nascondigli. Terra che meravigli e che dunque calda m’accogli quando sarà venuto il tempo.
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Acqua che scorre, sconosciuta. Aria che conoscevo, ormai svanita. Aria di casa, odore di caffè Silenzio ambito. Silenzio prezioso. Tutte queste cose io ero e non lo sono. Chi mi troverà? Chi mi lascerà sulla soglia amata? Chi ingoierà per me le spine delle rose e quanti pomeriggi al mare il vivere ancora mi riserva?…
