Fotografia
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Intorno a Santa Chiara mille trattoriole. Hanno un uscio piccolissimo: una vetratella che dà su uno spazio capace a contenere una decina di tavoli da due. Su una parete lo sfogo per la cucina di mattonelle di Vietri, turchesi o verdi oppure variopinte. Alle pareti avete da scegliere: o Totò o Maradona, a volte Troisi.…
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E’ davvero singolare che di mio padre resti un orologio a cui teneva tanto. Non si tratta di un orologio di marca o prezioso. E’ un orologio nero di plastica, a marca “Lorenz” che non perdeva (diceva lui) mai un colpo. Sono rimaste le pieghe della sua lenta consunzione sul cinturino. Per il resto è…
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Oggi è la volta dei giardini di dicembre: celati, umidi e verdescuro. Ad una cert’ora i grandi scendevano a cercare le lumache e allora noi, bambini, non appena ne scovavamo qualcuna la nascondevamo più nel folto, affinché scampasse alla caccia.Si trattava di giardini che solo la pioggia sottile di dicembre liberava da una gessosa polvere.…
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Ho fotografato questo ragazzo. Era dalle parti del Pantheon. In questa livrea rossa, tutto impettito e tutto impacciato. Un bel ragazzo: tipica bellezza romana: alto, riccioluto, che ad ogni passante offriva la possibilità di un pranzo ottimo a prezzo modico nel ristorante lì vicino.Mi colpii perché faceva sempre lo stesso gesto, allungando un braccio e…
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Oh, datemi un punto da cui fuggire: un buco, un pertugio, un varco.Io non fuggirei, credo. Sono così felice della mia galera! In fin dei conti l’ho costruita lacrima per lacrima. E quando queste lacrime si sono solidificate, sono divenute talmente salde e massicce da non permettere alcuna scappatoia.Questa mia è una “cinta lacrimaria“; un…
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Qui dove nasceil fiumechiuso dal verde cupo delle quercee dalla montagna che lo guarda torvava, pigro nel suo andare Stagnante o più rapido a vallequasi fermo sui candidi sassiche adoprano i bambini per giocareo disegnare i lor volti ridenti Poi, nel pomeriggioil vento tesoannuncia il temporalee cadono calde gocce tremebondee si levano madidi profumi Mentre…
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Mi siedo ad osservarela fretta che passa.Mi metto a guardare la furia, l’indifferenzache vanno via senza tornare maicome pietà.L’importante è stare fermie fissare un punto innanzi.Non andare più in là della frequenzadel proprio respirare.Oramai questo ci serveper poter far fronte al nulla che sovrasta.Per poter dire basta a quelle corse folliche fanno uscire il cuore…
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Fuori dalla finestrail broncio del cielo o il suo sorrisoti dice del temporale che sale dal mare Ti parla dello scirocco africano e del canto solodel pescatore cielo che sembrascendere sui tettisui quali posano, ognuno sul suo trespoloi piccioni L’orizzonte di pini e di guglie torreggiantiè il mondo fuori dalla finestraquelle finestre vecchie, fatte di…
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E sulle sagole, il sale, mentre cigolanoe quel sonno ti addormenta, amore miocome un incanto.E c’è così tanta pace all’orizzonteperché i blu diversi si incontranoe nessun’altra cosa al mondo è cosìtenera e ardimentosa assieme.Come due buoni amantisi sovrappongono la pace alata del cieloe la quiete, mai doma del mare.
